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L'Almanacco

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L’Almanacco? Scripta ri-manent!
(introduzione de L'Almanacco Numero Zero - dicembre 2009)

L’idea viene buttata lì una sera da Luca: ma perché non fare un “annuario” dei Falchi con i risultati, i racconti delle gare e quant’altro? La proposta può sembrare un po’ strampalata. Nell’era di Internet, dove le informazioni che vogliamo si trovano tutte e subito, addirittura “navigando” con il cellulare che teniamo in tasca, perché fare un salto nel passato e tornare al cartaceo? Abbiamo già un sito molto curato nella grafica e sempre aggiornato, con notizie, foto e classifiche, perché avere anche una pubblicazione stampata?

Beh, le domande possono essere tantissime… ma anche le risposte non sono da meno! Sicuramente il leggere e il toccare con mano quello che si sta leggendo ha tutto un altro fascino e un altro sapore. Chi non ha dimestichezza con i computer e la tecnologia può tranquillamente sfogliarsi la propria copia come se fosse una normale rivista. A distanza di anni si può tornare a spulciare l’annuario e farsi un tuffo nel passato comodamente seduti sul divano.

Ed ecco che il progetto va in porto. L’impulso decisivo arriva da “Lo Zio” della corsa in montagna, alias Marco Terraneo, neo-falco 2009, che con la sua vena creativa e la sua fantasia dà vita all’intelaiatura e a buona parte dei contenuti dell’Almanacco. Già, perché questo è molto di più di un annuario con i nudi e crudi risultati delle gare. E’ un mezzo per dare voce a chi vuole condividere le proprie esperienze, mettendole nero su bianco. E’ un mezzo per raccogliere rubriche scherzose e per fare il bilancio di una stagione agonistica e non solo che ci mettiamo alle spalle. E’ anche un pretesto per fermarci un attimo, guardarci indietro e trarre da ciò che è passato nuovi stimoli e motivazioni per il futuro.

Siamo sicuri che anche al nostro caro e indimenticato Adelfio sarebbe piaciuto scrivere qualcosa sull’Almanacco. Era il primo che si gonfiava il petto di orgoglio quando leggeva sui giornali qualche notizia sugli amati Falchi. Per lui ha scritto un’altra grande persona e suo amico quasi fraterno, quel Sandro Morganti che ha accolto con passione e entusiasmo l’idea dell’Almanacco così come segue costantemente i risultati dei suoi atleti.

E che dire degli altri Falchi che hanno voluto dare il proprio contributo? Innanzitutto vanno ringraziati per aver voluto condividere le proprie passioni e le proprie storie.

E grazie anche a tutti gli altri che con i loro risultati e le loro gare hanno dato tanto materiale su cui scrivere.

Adesso tocca a voi: fate di questo Almanacco quello che ritenete più opportuno. Conservatelo con cura nella libreria oppure usatelo tranquillamente per sistemare un tavolo traballante, ma vi assicuro che prima vale davvero la pena dargli una lettura.

E se riusciremo a strapparvi almeno un’emozione o un sorriso, beh, allora avremo centrato il nostro obbiettivo!

Buona lettura!

 


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